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Cura e assistenza al paziente. Tutela e sostegno alla famiglia.

Attività ed eventi

“Accompagnare la Vita. Nuove responsabilità nell’era tecnologica”

Forte messaggio a sostegno delle cure palliative

In una società fortemente dominata dalla “logica dello scarto” – definizione ricorrente nei discorsi di Papa Francesco –  le cure palliative rispondono alla logica dell’accoglienza e dell’accompagnamento al soggetto malato e fragile, e sono espressione dell’attitudine propriamente umana a prendersi cura gli uni degli altri, specialmente di chi soffre, e testimonianza che la persona è sempre preziosa anche se segnata dalla malattia.

Del sostegno e dell’accompagnamento al malato terminale – argomento quanto mai attuale – si è parlato nel corso di un Workshop Internazionale organizzato dalla Pontificia Accademia per la Vita (il 5 e 6 ottobre) e aperto dal discorso del Papa sulla nuova cultura della vita.

“Accompagnare la Vita. Nuove responsabilità nell’era tecnologica”, questo il tema del workshop da cui è emerso un forte messaggio a sostegno delle cure palliative.

Infatti, come ha sintetizzato don Renzo Pegoraro, cancelliere dell’Accademia, è necessario promuovere l’assistenza al paziente terminale e offrire un buon trattamento del dolore e un adeguato sostegno psicologico e spirituale in modo da assicurargli un’esistenza dignitosa fino alla fine, mentre spesso ci si occupa più di curare la malattia che di dare attenzione al malato.

Per salvaguardare la dignità della persona è indispensabile un’intensa collaborazione tra gli operatori sanitari e tra le realtà ecclesiali, puntando anche a rendere più consistente la presenza del volontariato.

La relazione di cura si deve basare sul riconoscimento della vulnerabilità di ogni individuo, concetto che sta diventando una nuova prospettiva di studio per la bioetica perché accomuna ogni essere umano.

La sofferenza, la malattia, la maturità e la vecchiaia, infatti, manifestano la naturale dipendenza tra le persone: abbiamo bisogno gli uni degli altri per maturare e crescere, per essere curati e per invecchiare.

Rendersi conto di ciò può stimolare la solidarietà globale e aiutare la società a diventare più umana.