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Cura e assistenza al paziente. Tutela e sostegno alla famiglia.

Attività ed eventi

SINTESI DEL 2°INCONTRO AL CORSO PER VOLONTARI A VILLA SPERANZA

Sul tema "I bisogni del malato e della famiglia"

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Dopo il primo incontro sulla storia delle Cure Palliative e su concetti generali, lunedì 11 è entrato nel vivo il VI°Corso per Volontari organizzato dall’associazione INSIEME, attiva a Villa Speranza.
Quattro relatrici hanno affrontato il tema “I bisogni del malato e della famiglia nella fase avanzata di malattia” dal loro diverso punto di vista professionale.

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Il direttore sanitario Margherita Salerno e la psicoterapeuta Luigina Chiuchiolo, entrambe dell’Hospice S. Antonio, sono partite dalle tante definizioni di bisogni e dall’importanza di saperli analizzare. La prima per rispondere alle problematiche che si presentano nelle situazioni di terminalità (dolore, nutrizione, dispnea, insonnia..) e poter costruire modelli organizzativi specifici (ad esempio l’assistenza domiciliare).

4-daniela-vinazzaLa seconda per poter affrontare la cascata emozionale e quella che ha chiamato “la tempesta dentro la tempesta” che si crea nel rapporto malato-famiglia, anche perché i bisogni del paziente e dei familiari spesso possono non coincidere.
Diverso l’approccio di Danuta Wala, infermiera di grande esperienza del nostro Hospice, che ha raccontato quanto sia importante nel suo lavoro quotidiano capire fin dalla prima accoglienza i bisogni pratici: come rispondere alle richieste e alle domande critiche dei familiari, aiutarli ad affrontare la paura di toccare il proprio caro e di fargli male o, ancora, come avere cura del corpo che porta i segni della malattia. Bisogni pratici acuiti dalla solitudine per i pazienti che non hanno chi si occupi di loro neanche per le più piccole necessità. “C’è tanto da fare per stare vicino a chi è malato” – ha detto citando i versi della poesia “Povera cosa posata sul letto” – “e i volontari sono molto importanti”.
A conclusione Daniela Vinazza ha portato la sua voce di volontaria da sette anni a Villa Speranza e, articolando con passione il suo intervento, è partita da ciò che NON è il volontario, ha invitato ad “ascoltare e accogliere senza farsi travolgere, altrimenti non siamo utili” citando le parole di Cicely Saunders – madre dell’hospice moderno – sul “sentirsi vicino ai pazienti ma non essere come i pazienti”.
In sintesi, un incontro molto interessante e con momenti emozionanti, seguito con grande attenzione dal pubblico, numeroso nonostante il diluvio e il traffico impazzito di Roma.